“Siete qui oggi per concludere un percorso di studi durato tre anni e che vi ha portato a diventare  dottori in Terapia Occupazionale”. Con queste parole, il professor Francesco Landi, presidente del Corso di Laurea in Terapia Occupazionale che fa capo all’Università Cattolica del Policlinico Gemelli di Roma, si è rivolto ai 14 studenti che il 21 novembre hanno discusso le tesi presso la Casa di cura “Mons. Luigi Novarese” di Moncrivello, Vercelli.

I laureandi hanno svolto il giorno precedente la prova pratica abilitante alla professione, mentre il 21 novembre, alle ore 11, si sono ritrovati nell’Aula Magna situata nel Complesso del Trompone per discutere le tesi. A giudicarli è stata una commissione presieduta dal professor Francesco Landi, dalla dottoressa Renata Spalek, direttrice del Corso di Laurea, e composta da altri cinque docenti. Presenti alla giornata, il Rappresentante del Ministero della Salute Alessandra Marazziti, Agnese Galletto e Sonia Senatore, rappresentanti dell’AITO, l’Associazione Italiana Terapia Occupazionale.

Ecco i nomi dei 14 laureati, molti dei quali provenienti dai paesi limitrofi:  Alessandra Beneitone, Marco Brentan, Daniele Chiartano, Matteo Cimini, Ilaria Detragiache, Di Giovanni Rachele, Sara Massarelli, Davide Emanuele Nobile, Niccolò Nulchis, Alberto Papa, Alessandro Piovesan, Giulia Reano, Giulia Salandin, Michela Vestuto.

Vari gli argomenti delle tesi: dagli ultimi studi nel settore della rieducazione funzionale della persona anziana, a quelli del bambino, trattato attraverso la riabilitazione equestre.

La terapia occupazionale è rivolta a tutti pazienti, dai bambini agli anziani e, avendo come obiettivo la riabilitazione della persona, la aiuta a reinserirsi nelle normali occupazioni dell’esistenza quotidiana.

Il corso universitario ha durata triennale e si articola in sei semestri con lezioni frontali e tirocini.

“I ragazzi che hanno conseguito il diploma di Laurea – ha spiegato la direttrice del corso Renata Spalek – svolgeranno la loro professione all’interno di strutture sanitarie, socio-sanitarie, pubbliche o private, in regime di dipendenza o libero-professionale e lavoreranno nell’ambito della prevenzione, cura e riabilitazione dei soggetti affetti da malattie e disordini fisici e psichici, sia con disabilità temporanee che permanenti, utilizzando attività espressive, manuali – rappresentative e ludiche della vita quotidiana”.