I Silenziosi Operai della Croce comunicano la loro estraneità in riferimento a quanto pubblicato nei giorni scorsi su numerose testate giornalistiche riguardo allo scandalo definito dai mass media “L’affittopoli romana”.
Precisano inoltre che gli stabili concessi in affitto dal Comune ai Silenziosi Operai della Croce (sin dal 1966 con regolare contratto) sono ubicati al numero civico 2 di via dei Bresciani, a Roma, dove si trova ancora oggi la sede storica dell’Opera fondata dal Beato Luigi Novarese.
Tali appartamenti non sono mai stati affittati a terzi e non vi è mai stata alcuna forma di ricavo da questi a beneficio dell’Associazione.
Si comunica infine che sono state già avviate le procedure di rettifica nei confronti delle testate giornalistiche interessate, secondo quanto previsto dalla legge.
Riportiamo una lettera aperta agli organi di informazione:
Cari organi di stampa, Il Tempo, La Repubblica, TG1, TG5, e anche tutti gli altri, in merito alla vicenda di “affittopoli romana”, volevo condividere con voi la riflessione che, SE È VERO, è giusto denunciare gli approfittatori che rubano soldi ai contribuenti, è giusto evidenziare le colpe di coloro che fanno pagare alla povera gente 500 euro al mese per un alloggio misero lucrandoci pesantemente, è giusto mettere alla gogna i Silenziosi Operai della Croce… se è vero che fanno tutto questo.
Ma NON È VERO….
Lasciando da parte la questione dei 6 euro al mese di affitto che richiederebbe, per essere ben esplicitata ben più dello spazio di questa lettera, con una storia che inizia negli anni ’60 dello scorso secolo e si dipana lungo l’arco di decenni, con lavori, contatti, richieste,…, desideravo chiarire che la Comunità dei Silenziosi alloggia in Via dei Bresciani, 2 e non 12 come riportato da La Repubblica del 14 febbraio u.s. e come ripreso da giornali e telegiornali ed approfondimenti vari che di approfondito avevano ben poco.. dicevo, noi stiamo al 2 di Via dei Bresciani, come si può evincere anche dal nostro sito internet, e in quella casa abita solo la comunità che vi conserva le memorie del Fondatore e vi accoglie i giovani della Associazione, provenienti da diverse parti del mondo. Quindi senza affittuari e profitti. Nessun Silenzioso si chiama Tata Giovanni, questo è il nome di una stimata associazione romana. Tutte informazioni che non richiedono che di googleare un po’…
Ma non è mio desiderio approfondire nemmeno questo… ciò che oggi mi preme è di evidenziare l’importanza del lavoro del giornalista, la precisione che deve essere posta nel ricercare ed approfondire le notizie, la veridicità che deve essere contenuta in ogni vostra pubblicazione. Grande responsabilità, ma anche grande onore, quello di essere lo sguardo avanti che porta il lettore alla verità.
Quanta tristezza, invece, quando, come in questo caso, ciò che viene pubblicato sa solo di incuria e pregiudizio, superficialità e disimpegno, tutte cose che conducono alla sfiducia ed alla disistima da parte proprio di quelle persone che leggendo un giornale o guardando un TG o un sito internet, desiderano potersi informare ed arricchire culturalmente. Non rinunciate alla nobiltà della vostra missione di sentinelle.
In quanto a noi, Silenziosi Operai della Croce, fa male vedersi messi in prima pagina senza che nessuno abbia chiesto nulla,a noi, di noi e di ciò che è avvenuto. Noi siamo qui, venite a vedere la nostra vita, le nostre attività, i nostri bilanci, se volete, e poi, forse, permettetevi un giudizio.
Certo, paghiamo poco di affitto per la nostra sede romana, paghiamo ciò che ci è richiesto, ma ciò che risparmiamo viene investito nelle nostre attività associative di assistenza e promozione della persona disabile e malata. La nostra comunità ha fatto la scelta di rimanere nell’estremo nord del Cameroun dove sfida con la carità la violenza di BokoHaram per occuparsi di bambini orfani (90 hanno meno di due anni), sordi, disabili fisici.. per dare un’occasione educativa a tanti che non hanno più una scuola… ma questo non vi interessa e mi spiace che con sarcasmo e disprezzo pronunciate il nostro nome. Feriscono la calunnia e la maldicenza, ma, almeno, ci accomunano a Cristo e questo rasserena il cuore e porta alla fiducia in Dio ed alla sua volontà, fosse anche crocifiggente.
Con una preghiera al Signore perché vi aiuti a scrivere e dire parole di verità, porgo cordiali saluti.