Stato Vegetativo

L’ipotesi diagnostica di uno Stato Vegetativo può essere posta in un paziente che, a seguito di un danno cerebrale acuto (traumatico, vascolare, anossico), presenti, ad almeno quattro settimane dall’evento, le seguenti caratteristiche:

nessuna evidenza di coscienza di sé e della consapevolezza dell’ambiente,

stato di veglia, anche se alternato a periodi di chiusura degli occhi, che può apparire come un ritmo sonno – veglia,

possibile attivazione della vigilanza a seguito di stimoli luminosi, sonori, tattili.

Questo corredo di segni deve essere esplorabile in condizioni di:

stabilità di circolo e di respiro,

normotermia,

assenza di segni clinici di infezione (esempio: paziente stabilmente apiretico senza somministrazione di antipiretici),

assenza di farmaci depressori del sistema nervoso centrale (neurolettici, benzodiazepine), [opportuna la documentazione del mantenimento plasmatico del range terapeutico dei farmaci antiepilettici eventualmente prescritti],

documentata stabilità delle funzioni sistemiche epato-renali e metaboliche,

esclusione di insufficienza dell’asse ipotalamo ipofisario o della funzione tiroidea.

Devono, al momento dell’ipotesi diagnostica, essere già escluse o stabilmente corrette e verificate le condizioni di:

idrocefalia,

presenza di igromi od ematomi subdurali cronici con effetto massa,

avvenuto ripristino, a mezzo di cranioplastica, delle condizioni anatomiche per il miglior equilibrio dei volumi intracranici, in caso di pregresse craniotomie decompressive.

Stato di Minima Coscienza

L’ipotesi diagnostica di uno Stato di Minima Coscienza può essere posta in un paziente che, a seguito di un danno cerebrale acuto (traumatico, cerebrovascolare, anossico), presenti, ad almeno quattro settimane dall’evento, le seguenti caratteristiche:

apertura spontanea degli occhi,

presenza di ritmo sonno-veglia,

riscontro, anche se incostante, di segni di interazione con l’ambiente mediante elementi di percezione, di comunicazione e di attività motoria (finalistica, riproducibile anche se minima).

Questo corredo di segni deve essere esplorabile in condizioni di:

stabilità di circolo (senza supporto di inotropi) e di respiro,

normotermia,

assenza di segni o sintomi clinici di infezione (es.: paziente stabilmente apiretico senza somministrazione di antipiretici),

assenza di farmaci depressori del sistema nervoso centrale (neurolettici, benzodiazepine) – [opportuna la documentazione del mantenimento plasmatico del range terapeutico dei farmaci antiepilettici eventualmente prescritti],

documentata stabilità delle funzioni sistemiche epato-renali e metaboliche,

esclusione di insufficienza dell’asse ipotalamo ipofisario o della funzione tiroidea.

idrocefalia,

presenza di igromi od ematomi subdurali cronici con effetto massa,

avvenuto ripristino, a mezzo di cranioplastica, delle condizioni anatomiche per il miglior equilibrio dei volumi intracranici, in caso di pregresse craniotomie decompressive.

Stato di Locked-in Syndrome ( L.I.S.)

L’ipotesi diagnostica di una Locked-in Syndrome (LIS) può essere posta in un soggetto che presenti una lesione a livello del ponte encefalico, da occlusione dell’arteria basilare o come fase intermedia nell’evoluzione clinica dallo SV in esiti di GCA, con le seguenti caratteristiche:

coscienza presente/integra

ritmo sonno-veglia,

quadriplegia,

funzione uditiva conservata,

funzione visiva conservata,

comunicazione: anartria,

stato emotivo conservato,

parziale conservazione dei movimenti oculari.