Riabilitazione per le problematiche di Incontinenza Urinaria
e del Pavimento Pelvico

Il Centro di Riabilitazione “Mons. L. Novarese di Moncrivello” oltre ai numerosi servizi già disponibili ha attivato l’Ambulatorio per i Disturbi della Incontinenza Urinaria e del Pavimento Pelvico.

L’accesso al servizio è possibile sia a mezzo Visita Privata, sia su richiesta del Medico di Medicina Generale, conImpegnativa mutualistica di: Visita Fisiatrica per Ambulatorio della Incontinenza e Pavimento Pelvico.

Dall’esito della valutazione clinica e di eventuali altri accertamenti o consulenze specialistiche potrà essere data indicazione a trattamento fisioterapico anch’esso in regime privato o convenzionato con SSN.

Il servizio ambulatorio per i disturbi della continenza e del pavimento pelvico è al momento attivo per le donne. Si prevede a breve il servizio anche per gli uomini.

Responsabile del servizio dr. G. Giovine, Specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione ed in Malattie dell’Apparato Digerente.

Terapista del servizio Magdalena Calek, Ostetrica.

Scarica: il depliant illustrativo.

 

Alcune informazioni

L’incontinenza urinaria coinvolge nel mondo 260 milioni di persone, 5 milioni in Italia, di cui 3 milioni sono donne. L’incontinenza (urinaria e fecale) comporta effetti negativi che possono estendersi ad ogni componente della personalità e del comportamento dell’individuo che ne è affetto, con il possibile sviluppo di sentimenti di inferiorità e tendenza all’isolamento sociale.
Quello dell’incontinenza sfinterica pertanto è un problema largamente diffuso ed il più delle volte tenuto nascosto e vissuto con rassegnazione e perfino vergogna di chi ne soffre.
La minzione è a prima vista un atto semplice ed automatico, ma in realtà è regolato e reso possibile da un delicato meccanismo di controllo nervoso e muscolare. Ci sono diverse forme di incontinenza urinaria che si distinguono per modalità di manifestazione, cause e terapie. Le forme più comuni sono quella da “sforzo” e quella da “urgenza”.
Il problema della incontinenza urinaria mina la qualità di vita di chi ne soffre, su diversi fronti:
sociale, psicologico, privato, lavorativo, sessuale e fisico. È un grave errore tenere nascosto il problema: il primo passo da fare è quindi quello di parlarne con il proprio medico.
Dalla terapia medica, alla terapia riabilitativa, alla terapia chirurgica: sono vari i trattamenti possibili per le diverse forme di incontinenza urinaria. E non dimentichiamo la prevenzione da effettuare, soprattutto con le donne gravide e le puerpere.

Fra le cause più importanti: 
. le gravidanze e i parti (soprattutto se numerose)
. la menopausa e le modificazioni dei tessuti che ad essa conseguono
. il prolasso uro-genitale e gli esiti di interventi chirurgici urologici o ginecologici
. le malattie neurologiche ed urologiche (es. le malattie prostatiche e relativi interventi chirurgici)
. malattie generali come il diabete mellito
. interventi sull’addome e riconversioni distomie intestinali

La riabilitazione consiste di diverse possibilità di approccio:

  1. LA RIEDUCAZIONE VESCICALE
    Con questa metodica si cerca di insegnare al/alla paziente come far fronte all’impellente bisogno di urinare in modo da aumentare progressivamente l’intervallo minzionale ed aumentare la capacità vescicale. E’ una tattica indicata soprattutto nei casi di vescica iperattiva. In altre parole, si invita la paziente ad andare in bagno a cadenze prefissate in modo da raggiungere intervalli non inferiori alle due-tre ore. La rieducazione vescicale prevede una forte partecipazione psicologica da parte del paziente tale da sapersi imporre un cambiamento comportamentale.
  2. GINNASTICA DEL PAVIMENTO PELVICO
    La riabilitazione del pavimento pelvico consiste nel rafforzare la muscolatura e viene utilizzata nel trattamento della incontinenza urinaria da sforzo lieve o moderata. Il rinforzo di questa muscolatura determina la creazione di un solido punto di appoggio per la vescica, l’uretra, l’utero e il retto, evitando un loro scivolamento verso il basso durante uno sforzo fisico e una migliore tenuta dello sfintere uretrale: il risultato è il ripristino della capacità di tenuta, e quindi l’assenza di fuga di urina.
    Questa ginnastica deve essere effettuata, almeno nelle fasi iniziali, con l’aiuto di una terapista che stabilisce il tipo di riabilitazione e che insegna al/alla paziente i movimenti utili da fare e quelli assolutamente da evitare.

Ci sono diverse metodiche per il rinforzo muscolare:

  • ELETTROSTIMOLAZIONE EST o FES che, mediante una sonda vaginale o rettale eroga corrente elettrica, stimola il muscolo e ne induce una contrazione “passiva”; questo tipo di riabilitazione, del tutto indolore, viene utilizzato ogni volta che il/la paziente non è in grado di effettuare autonomamente alcuna contrazione per grave ipotonia o non ha addirittura la percezione dell’esistenza di quel muscolo. Per prima cosa occorre allora ristabilire una adeguata cognizione e poi un adeguato rinforzo muscolare tale da rendere il/la paziente capace di effettuare contrazioni spontaneamente. Si può così passare ad una terapia con:
  • BIOFEEDBACK: sempre con l’aiuto di una terapista, si utilizza una sonda vaginale o rettale su cui il/la paziente esegue contrazioni “attive”, la cui intensità viene registrata e analizzata da un computer consentendo al paziente di comprendere in modo attivo quale movimento dovrà eseguire. Il/la paziente, osservando il monitor, potrà verificare il buon andamento dei suoi esercizi ed avere una facilitazione nell’apprendimento.
  • CHINESITERAPIA: in questo caso saranno le mani della terapista ad indirizzare la paziente ad effettuare le contrazioni nel modo giusto. La buona riuscita della fisioterapia si basa soprattutto sulla continua collaborazione della paziente che è invitata ad eseguire a casa gli stessi esercizi che ha imparato nel centro di riabilitazione. Una volta ottenuto un buon trofismo e forza muscolare, dovrà raggiungere l’automatismo: cioè la capacità di contrarre quasi inconsciamente questa muscolatura durante le varie attività quotidiane, nei momenti di sforzi fisici. La riabilitazione oltre ad avere una riconosciuta validità terapeutica, viene anche utilizzata a scopo preventivo, ad esempio: nel post partum, nel pre/post operatorio (prolasso genito urinario, prostatectomia, …)